Ok, ora dovrei cercare di fare i compiti per domani, ma dal momento che è la mia prima mattinata di calma dopo una settimana letteralmente devastante, me la prendo comoda e scrivo un po'.
Pensavo fosse più facile, a dir la verità. Credevo sarebbe stato entusiasmante vivere con altre cinque persone in casa, mentre ora scopro che preferirei essere da sola. Nel mio appartamento c'è una ragazza irlandese che sta facendo l'ulpan, mentre gli altri, in un numero che non sono esattamente riuscita ad identificare, sono israeliani. Ovvero, l'appartamento è casa loro, e non gli importa granché che io capisca cosa devo usare e cosa no. Dato che loro non hanno lezioni, per loro non è un problema passare la notte con tv a tutto volume, suonando la chitarra e cantando a squarciagola, mentre io cerco di dormire. Mi arrangerò in qualche modo.
Per il resto, il corso è abbastanza difficile, o meglio, c'è molto da fare, molto da studiare, molte parole che non conosco e che devo apprendere strada facendo per recuperare.
Vorrei solo poter riposare un po' di più, poter stare tranquilla a studiare e a godermi questo posto. Ma bisogna sempre tenere conto delle pretese della gente.
Ad ogni modo, ieri sera abbiamo partecipato alla cena di Shabbat. Uno dei ragazzi dell'ulpan ha recitato il kiddush; ora come ora, con tutto questo sonno che mi annebbia, non riesco a trovare parole migliori di "è stato emozionante". E' banale, lo so, ma è tutto quello che mi viene in mente. Non ho mai saputo cosa mi attira tanto dell'ebraismo, non lo so nemmeno ora, ma partecipare a questa cena mi ha fatto un po' ritrovare il senso del mio essere qui, in Israele.
Da quando sono stata qui, due anni fa, ho sempre pensato che mi piacerebbe venirci a vivere, ma ora sto realizzando che è difficile integrarsi qui, se non si hanno motivi religiosi o di parentela. Poi certo, ci sono, come ovunque, persone più o meno aperte.
Ok, ho scritto solo alcune stupidate random, lo so, ma spero che il prossimo post sia migliore, più intenso e più felice. Ho scritto anche male, ma non ho voglia di rileggere. Scusate.
Ora... compiti!
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